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La nuova pubblicazione in lingua italiana de “Il Principe della Nebbia” ad opera della Mondadori e il suo attuale posizionamento tra i libri più venduti, mi da l’occasione per poterne parlare qui.

In realtà il libro fu già pubblicato in Italia nel 2002, ma è stata l’uscita ad Ottobre dell’edizione in brossura che ha fatto schizzare il racconto di Zafòn ai primi posti della classifica, vuoi per la campagna pubblicitaria che l’ha preceduta, vuoi per la eco più grande che ha acquisito l’autore dopo la pubblicazione nel nostro paese di altri suoi lavori (L’ombra del Vento, Marina, Il gioco dell’angelo, Luci di Settembre e Il Palazzo della Mezzanotte).

Io ho avuto l’occasione di leggere “Il principe della nebbia” all’inizio di quest’anno in lingua spagnola (El prìncipe de la Niebla) in un’edizione che ricalca molto da vicino quella proposta dalla Mondadori per il pubblico italiano, sicché mi sento di esprimere anche io la mia opinione.

Innanzitutto, voglio spezzare una lancia a favore di Carlos Ruiz Zafòn : non sarà certamente mai e poi mai un Nobel della Letteratura (e non credo sia sua intenzione diventarlo), ma trovo le trame dei suoi libri avvincenti e coinvolgenti. E questa caratteristica di rado si riscontra nella letteratura commerciale odierna. Se consideriamo, inoltre, che queste trame sono accompagnate da uno stile scorrevole, ma mai banale e/o brutto, capirete da voi da dove viene il successo di Zafòn. A quanti poi si lamentano poiché trovano i suoi libri troppo “adolescenziali”, rispondo che sì, lo sono perché nascono proprio come romanzi per ragazzi (pensate che in Spagna vengono proposti come letture di gruppo nelle scuole equiparabili alle nostre medie).

“Il Principe della Nebbia” è cronologicamente il primo racconto di Zafòn: fu scritto all’epoca in cui lo scrittore aveva 26 anni e gli valse la vittoria in un concorso di letteratura giovanile. La storia racconta dei Carver, una famiglia che si trasferisce in una villa circondata da un’aura di mistero. Nella casa si percepisce ancora lo spirito di Jacob, il figlio degli antichi proprietari, morto annegato. Le strane circostanze del decesso si cominciano a chiarire solamente in seguito all’apparizione di un personaggio diabolico: il Principe della Nebbia, capace di esaudire qualunque desiderio della gente ma ad un altissimo prezzo.

Vi lascio con alcune parole dell’autore pubblicate nella prefazione spagnola (non so sinceramente se siano state riportate anche in quella italiana, ma mi sembrano fondamentali per entrare nel libro): “La mia idea di un romanzo per giovani è uguale alla mia idea di un romanzo per adulti. Ho sempre avuto l’impressione che i lettori giovani siano più perspicaci di quelli adulti e che abbiano meno pregiudizi. […] Sono un pubblico difficile ed esigente, però mi piacciono i loro giudizi che credo siano quelli più vicini alla verità. Nel caso de “Il principe della nebbia” decisi di scrivere un romanzo che mi sarebbe piaciuto leggere quando avevo 14 anni, ma anche uno che mi avrebbe divertito ugualmente a 23, 43 o 83 anni”.

E, Carlos, detto tra noi… credo che tu ci sia proprio riuscito.

A lato: “Il Principe della Nebbia” nell’edizione originale in lingua spagnola. La copertina scelta per l’edizione italiana della Mondadori, come potrete voi stessi notare, è quasi identica a quella de “El principe de la Niebla”.

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