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Svevo stesso afferma che “il 3 novembre 1918, la giornata storica di Trieste, sarebbe stato veramente poco adatto alla burla”.

Eppure tutta la vicenda di “Una burla riuscita”, si svolge a ridosso di questa data fondamentale, del passaggio di Trieste dall’Austria all’Italia. Il protagonista è Mario Samigli, anziano scrittore che attende invano il successo del suo unico romanzo, “Una giovinezza”, continuando la sua vita piccolo borghese, con un piccolo lavoro, in una piccola casa, ad occuparsi di suo fratello malato, suo unico estimatore. Questa pacifica attesa della gloria aiuta Mario ad andare avanti sempre sorridente, senza scrivere più niente se non brevi favolette sugli uccellini del suo cortile, attraverso cui descrive le sue giornate. Questa pace esteriore genera l’invidia del suo unico “nemico” che organizza uno scherzo, facendo credere a Mario che un editore austriaco sia pronto a sborsare una gran somma per il suo romanzo. L’esito della burla, però, non sarà quello del semplice divertimento…

Difficile non accorgersi di quanto Mario somigli a Svevo stesso, che aveva persino scelto il nome di Samigli come pseudonimo per alcuni articoli. “Una burla riuscita” risale al 1926, quando il successo dello scrittore non riusciva ancora a decollare nonostante avesse già pubblicato le sue opere maggiori e avesse gli autorevoli appoggi di Joyce e Montale.

Svevo introduce la psicanalisi nel racconto descrivendo come l’insoddisfazione di Mario per il successo mancato, che non si palesa affatto nella sua pacifica vita quotidiana, compaia solo di notte, nei suoi sogni, e nel suo rapporto con il fratello malato, suo unico autentico sostenitore. L’alternarsi delle giornate tranquille e delle notti inquiete trova perfetta compagnia nelle notti triestine di bora (come sfondo del sonno di Mario oltre le finestre della sua piccola stanza) e nel cielo terso sul cortile in cui lo scrittore lancia il pane agli uccellini, quasi un posto lontano dai giorni tumultuosi della guerra a Trieste.

Proprio le favole sugli uccellini sono i contrafforti di tutta la vicenda. In esse Mario in qualche modo si nasconde e si consola, e sono loro che soccorrono il protagonista nella tristezza che segue la scoperta della burla. Non sono letteratura, non sono nate per essere pubblicate, ma rappresentano il vero talismano per la pace di Mario.



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