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Come accennato nel video, stavo leggendo “Gli Anni” di Virginia Woolf. Ho terminato la lettura e, quindi, vi lascio col mio parere personale. E’ la seconda recensione di seguito della Woolf, ma giuro che non c’è niente di intenzionale!

RECENSIONE

Di saghe familiari se ne leggono tante, ma questa – quella dei Pargiter- è differente da tutte le altre che mi sia capitato di leggere. Anzitutto è diversa perché è scritta da una mano femminile: e il tocco femminile si sente eccome. Virginia Woolf sceglie deliberatamente di non parlare degli avvenimenti importanti (ovvero di tutti quei “riti di passaggio” che scandiscono così profondamente le nostre esistenze: nascite, morti, matrimoni, fidanzamenti) per concentrarsi, invece, su scene di vita quotidiana.
Accompagniamo i Pargiter lungo cinquant’anni di storia e, pagina dopo pagina, ci troviamo ora seduti a un tavolo a sorseggiare in loro compagnia una calda tazza di tè (signora Crosby, perché l’acqua tarda così tanto a bollire?), ora su una sedia, in un angolo della sala, intenti ad origliare gli ultimi pettegolezzi della famiglia (con chi hai detto che si è sposata Maggie, scusa?).

Ciò che colpisce, per l’appunto, è l’assoluta eleganza con cui la Woolf riesce a descrivere avvenimenti così semplici e a collegare queste fotografie (perché di istantanee si tratta) tra di loro, in modo naturale e per nulla forzato. Delicatamente la scrittrice alterna descrizioni di avvenimenti, luoghi, persone a parti introspettive di estrema finezza. Fanno da sfondo, come di consueto, alcune tematiche care alla Woolf (lo scorrere del tempo, la caducità dell’esistenza) che lasciano in bocca un sapore amaro e la triste consapevolezza che il tempo a nostra disposizione finisce proprio quando “stavamo cominciando ad afferrare qualcosa che ci era sfuggito”.

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