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Certamente non annoverabile tra i capolavori della Woolf, “La crociera” (traduzione meno significativa del titolo originale “The voyage out”) è quasi un testo dimenticato. Pubblicato nel 1915, è la prima opera della scrittrice inglese ed in essa sono presenti molte tematiche care alla sua produzione successiva.

La storia è quella di Rachel, giovane donna riflessiva ma del tutto estranea al mondo e ai sentimenti che, abbandonando la piovosa campagna inglese di Richmond, si ritrova percorrere l’oceano sulla barca del padre e a trascorrere un intero inverno in Sudamerica. Qui viene in contatto con i più disparati tipi umani e soprattutto conosce l’amore, a cui però non riuscirà mai ad abbandonarsi.

Attraverso una storia apparentemente lineare e con un finale per nulla prevedibile, la Woolf riesce in ciò che sa fare meglio: delineare personaggi e situazioni con brevi cenni, pochi movimenti precisi ma legati a un comune vocabolario umano. Già da questo primo romanzo, l’alta borghesia inglese di fine ottocento viene analizzata e rivelata così che anche il lettore di un secolo dopo riesca a immedesimarsi nei personaggi e nelle relazioni, palpitare per gli avvenimenti, sentirsi parte di tragedie e pettegolezzi.

“La crociera” è quindi un romanzo-cammeo, pregevole perché testimonianza di un mondo circoscritto e uniforme, sul quale si agita l’esistenza psicologicamente turbolenta di un’eroina inusuale e modernissima.

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